Wunderkind 3 in digitale: killer application o suicidio commerciale?

Mondadori ha deciso di proporre ai propri clienti il terzo volume di una trilogia – Wunderkind – in formato digitale e non su carta come era accaduto per i primi due volumi.
Posso solo ipotizzare che Mondadori, ben consapevole di avere tra le mani un ottimo prodotto, abbia voluto usarlo per contribuire a creare un mercato, quello del libro digitale, che in Italia è ancora praticamente inesistente. Dico questo perché è evidente che se lo sfruttamento della trilogia di Wunderkind non avesse prodotto utili, non ci sarebbe stato un terzo volume in nessun formato. Io credo, magari un po’ ingenuamente, che in Mondadori considerano il Wunderkind 3 come una “killer application” capace di spostare clienti dalla carta (che, come sappiamo, produce sempre meno utili) al digitale. Dal mio punto di vista quindi siamo di fronte a una strategia di vendita che, chi frequenta o ha frequentato il mondo dei videogame, conosce molto bene: mettere un prodotto di richiamo su un’unica piattaforma serve per diffondere la piattaforma che fatica a prendere piede.
Ci sono molte similitudini tra il mercato degli ebook reader e quello delle console: sono entrambi prodotti superflui e costosi (qualcuno direbbe che sono bisogni indotti) e, se si spera di venderli, bisogna farli entrare nelle abitudini dei consumatori. Il sogno di trasformare l’affare ebook in una replica dell’affare videogame (uno dei settori più redditizi del mercato dell’intrattenimento) è un sogno proibito che fa gola a molti, Mondadori compresa. Dove sta quindi l’errore di Mondadori nella produzione del Wunderkind 3?
A mio modesto parere nell’improvvisazione.
Chi conosce il mercato dei videogame sa che una “killer application” è curata in maniera maniacale sotto tutti i punti di vista: è realizzata, testata, corretta, comunicata, venduta e pubblicizzata per essere vincente. Parliamo di investimenti molto consistenti e ragionati, non è una cosa che si fa a costo zero.
Ci vuole molta ingenuità per credere che una buona storia sia sufficiente e un bravo autore, senza il supporto adeguato, sia in grado di fare quello che pretende Mondadori. È un errore tristemente diffuso anche nel settore dei videogame e ha segnato la fine di diversi colossi dell’intrattenimento elettronico, colossi con disponibilità economiche di gran lunga superiori a Mondadori.
Non credo che gli analisti del marketing di Mondadori si siano lasciati sfuggire questa considerazione, credo però che ne abbiano sottovalutato l’importanza e preceduto di molto i tempi. Francamente penso che questo non sia ancora il momento giusto per una mossa commerciale di questo genere. In futuro non saprei, ma nessuno ha la sfera di cristallo. Molti considerano l’ebook come lo conosciamo noi (un libro visualizzato su uno schermo) il non plus ultra tecnologico della lettura e l’inevitabile futuro del libro, io non ne sarei così convinto, potrebbe esserci a breve un ulteriore passo in avanti oppure un ritorno alle origini. L’esperienza della lettura è fisicamente legata all’oggetto libro poi, per carità, si può anche leggere su uno schermo, ma non è la stessa cosa. Questo è il motivo per cui ci si ritrova il fine settimana a giocare a calcetto anche se a casa abbiamo l’ultima versione di Fifa sulla console. Semplicemente non è la stessa cosa. Infine, ma non per questo meno importante, c’è una valutazione da fare sul rispetto del lettore. Spezzare così una trilogia nata in un formato per costringere chi ha comprato i due volumi su carta a comprare il terzo in digitale, è una mossa commerciale talmente irrispettosa dei propri clienti che io credo sia frutto di un grosso malinteso. È ovvio che i clienti Mondadori che hanno comprato due volumi a 17 euro ciascuno su carta si rifiuteranno di comprare il terzo in digitale. Succederà con il Wunderkind, ma potrebbe succedere con qualsiasi altro libro di qualsiasi altro autore già pubblicato su carta. Sono convinto che Mondadori, un’azienda che conosce bene l’importanza del customer care e tiene moltissimo alla fedeltà dei propri clienti, riparerà a breve all’errore di comunicazione che si è generato anche con l’autore del libro, diffondendo pubblicamente la notizia di quanto immagino fosse già previsto fin dal principio: ci sarà un’edizione su carta del Wunderkind 3. Non ho altra spiegazione razionale a tutta questa vicenda, fatico a credere che un’azienda di quelle dimensioni prenda decisioni che non hanno solide motivazioni razionali.