Ars Goetia

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Appunti sparsi di Andrea Cattaneo...

Gennaio 17, 2012 at 8:00am
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Riscrivere la storia

E se i nazisti e i giapponesi avessero vinto la Seconda Guerra Mondiale? Oggi, oltre a essere nella merda, vivremmo quello che Robert Harris descrive in Fatherland. E se Napoleone avesse vinto la campagna di Russia? Potremmo vedere realizzato l’impero universale di Bonaparte descritto da Louis Geoffroy nel suo Napoléon et la conquête du monde. E se l’Impero Romano non fosse mai crollato? E se l’Urss avesse vinto la guerra fredda contro l’America? E se i Giapponesi avessero mantenuto il controllo della Cina? E se Garibaldi non fosse mai nato? E se i francesi fossero sbarcati per primi sulla Luna? E se l’Olivetti avesse imposto il suo monopolio all’elettronica e all’informatica? E se Kennedy non fosse stato assassinato?
Insomma, gli “e se?”, come avrete capito, sono un buon esercizio per l’immaginazione. Giocando con gli “e se?” si allena la fantasia e ci si diverte parecchio. Dagli “e se?” nascono le ucronie, storie in cui la Storia ha preso un percorso alternativo a quello che conosciamo.

ucronìa s. f. [dal fr. uchronie (voce coniata dal filosofo Charles Renouvier nel 1876), der., con u- di utopie «utopia», dal gr. χρόνος «tempo, periodo di tempo»], raro. – Sostituzione di avvenimenti immaginarî a quelli reali di un determinato periodo o fatto storico (per es., la situazione europea se Napoleone avesse vinto a Waterloo).
Vocabolario on line Treccani

Io vado matto per le ucronie e credo piacciano molto a chiunque sia appassionato di Storia e di Fantascienza, ma bisogna ammettere che non non sono una novità per nessuno, e non sono di certo il non plus ultra della creatività. Normalmente (ci sono le eccezioni) non necessitano di astrazioni particolarmente complesse (tipo: “come posso dimostrare a me stesso che esisto realmente?”), basta semplicemente far svoltare la Storia dove ci pare e piace e il gioco è fatto.
Va detto che le ucronie in Italia sono spesso usate come cavallo di Troia per far arrivare una storia fantastica a un pubblico (gli appassionati di romanzi storici) che, normalmente, non leggerebbe storie di genere. Ad ogni modo le ucronie sono un giacimento praticamente infinito di storie (lo sanno bene gli appassionati di fumetti statunitensi…), basta variare la “scala” degli eventi descritti (passando, per esempio, dalla storia di Napoleone a quella di un disgraziato che combatteva nel suo esercito) e si moltiplica la portata del filone.
Certo, come per tutto, il troppo stroppia. Scrittore avvisato…

Note